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lunedì 14 gennaio 2008
E' on line il mio primo article marketing!!!!
Condivido la soddisfazione : http://www.mymarketing.net/agora/editoriali/contributi/dettaglio_articolo.asp?a=21&s=87&i=2446
domenica 9 dicembre 2007
Forum Retail & GDO - PR on line
Riporto un'altra esperienza professionale importante, simile a quella vissuta da spettatore in ottobre al Sole 24 ore. Il Forum Retail & GDO , un importante esposizione per il settore che questa volta ho vissuto dall'altra parte: l'espositore - e quindi con relativa impossibilità di assistere agli interventi. Comunque, chiunque voglia gli atti del convegno, mi contatti , ho user e password per accedervi, ma non posso diffonderli. Intanto godetevi questa sintesi, nel portale MyMarketing.net che tra l'altro parla dell'azienda per cui ho preparato i comunicati stampa e questo video ... si vede che sto mettendo in pratica le PR on line?
lunedì 19 novembre 2007
Come sporcare la social - reputazione di un ottimo format commerciale
Era da tempo che non scrivevo. Ho scritto così tanto per lavoro che quando vado sul mio blog mi arrendo. Così mi sono domandata: cosa ci vuole per tornare a scrivere? una spinta, un qualcosa che mi piaccia talmente tanto da volerlo condividere... oppure che mi faccia incavolare tanto da avere lo stesso effetto.
Purtroppo è successo il secondo episodio e ve lo voglio raccontare.
A Perugia ha da qualche tempo aperto un centro di bellezza dal format assolutamente innovativo, che ho subito decantato come eccellente e incredibile per una città come Perugia. Il suo nome è Beauty Palace . Il centro è composto da "corner" per la salute e la bellezza della persona : prodotti alimentari dietetici e biologici, una profumeria di grande raffinatezza, abbigliamento e oggettistica per la casa, un assortimento molto ricercato e fuori dal comune . Poi un centro benessere, una bar con sala da thè e un ristorante. Il tutto condito con eleganza, raffinatezza e stile. Insomma un luogo in cui giocare con le amiche a "sex&the city". Peccato che non lo conosce nessuno e che quando dovrebbe essere aperto (sera e domenica) è sempre chiuso. I perugini non si smentiscono e ora ne ho anche la prova.
L'episodio spiacevole: Da un paio di settimane, ha aperto accanto al Beauty Palace un ipermercato con centro commerciale. Ieri, domenica, tutto aperto, sono arrivata alle ore 15 presso il parcheggio del Beauty Palace con l'obiettivo di tornarci dopo tanto tempo; ho lasciato la macchina e notato che il ristorante era aperto e l'area shopping no. In mancanza di ulteriori informazioni sugli orari e visto che in fondo alla strada si segnalava l'apertura , ho erroneamente considerato che di lì a poco, il centro sarebbe stato riaperto. Nell'attesa ho visitato il nuovo centro commerciale, lì accanto. Al mio ritorno - le 16 - ho trovato la mia macchina chiusa dentro i cancelli, con l'avvertimento della riapertura alle 18,30 e che la zona era allarmata. Ho cercato il numero di telefono, contattato il ristorante, mi ha risposto una signorina, che non è stata molto cortese, ma almeno mi è venuta ad aprire.
L'arrabbiatura è stata notevole, le considerazioni sono le seguenti:
1) io mi reputo in pecca perchè non dovevo parcheggiare su quell'area, ma l'ho fatto in buona fede e con l'obiettivo di visitare il centro.
2) per dare un minimo di servizio alla clientela si dovrebbe almeno mettere orari di apertura e chiusura.
3) in un minimo di logica commerciale e marketing : IL CENTRO DOVREBBE RIMANERE APERTO LA DOMENICA E SOPRATTUTTO QUANDO ACCANTO CI SONO MIGLIAIA DI PERSONE DI PASSAGGIO!
Diciamo che il trattamento che ho ricevuto io, non è proprio di quelli che si possano dire customer oriended...
Bene, quanto ho scritto è il classico esempio di come farsi sporcare la reputazione di un prodotto o di una marca. Il social network, il chiacchiericcio dei blog, è la peggiore pubblicità che si possa fare o il migliore strumento per promuovere prodotti e servizi che hanno qualcosa di vantaggioso. Oggi alla ricerca Beauty Palace su google ci sono ricerche e titoli immacolati. Domani? ci sarà il mio commento.
Diciamo che ho utilizzato questo come esempio accademico: tornerò al centro, perchè mi piace, anche se mi dovrò adeguare agli orari e restrizioni che impone. Peccato, da un buon passaparola, adesso il centro ha ottenuto visibilità, ma cattiva pubblicità...
e pensare che volevo provare il ristorante! ora ho paura della signorina che mi ha riaperto i cancelli...
Purtroppo è successo il secondo episodio e ve lo voglio raccontare.
A Perugia ha da qualche tempo aperto un centro di bellezza dal format assolutamente innovativo, che ho subito decantato come eccellente e incredibile per una città come Perugia. Il suo nome è Beauty Palace . Il centro è composto da "corner" per la salute e la bellezza della persona : prodotti alimentari dietetici e biologici, una profumeria di grande raffinatezza, abbigliamento e oggettistica per la casa, un assortimento molto ricercato e fuori dal comune . Poi un centro benessere, una bar con sala da thè e un ristorante. Il tutto condito con eleganza, raffinatezza e stile. Insomma un luogo in cui giocare con le amiche a "sex&the city". Peccato che non lo conosce nessuno e che quando dovrebbe essere aperto (sera e domenica) è sempre chiuso. I perugini non si smentiscono e ora ne ho anche la prova.
L'episodio spiacevole: Da un paio di settimane, ha aperto accanto al Beauty Palace un ipermercato con centro commerciale. Ieri, domenica, tutto aperto, sono arrivata alle ore 15 presso il parcheggio del Beauty Palace con l'obiettivo di tornarci dopo tanto tempo; ho lasciato la macchina e notato che il ristorante era aperto e l'area shopping no. In mancanza di ulteriori informazioni sugli orari e visto che in fondo alla strada si segnalava l'apertura , ho erroneamente considerato che di lì a poco, il centro sarebbe stato riaperto. Nell'attesa ho visitato il nuovo centro commerciale, lì accanto. Al mio ritorno - le 16 - ho trovato la mia macchina chiusa dentro i cancelli, con l'avvertimento della riapertura alle 18,30 e che la zona era allarmata. Ho cercato il numero di telefono, contattato il ristorante, mi ha risposto una signorina, che non è stata molto cortese, ma almeno mi è venuta ad aprire.
L'arrabbiatura è stata notevole, le considerazioni sono le seguenti:
1) io mi reputo in pecca perchè non dovevo parcheggiare su quell'area, ma l'ho fatto in buona fede e con l'obiettivo di visitare il centro.
2) per dare un minimo di servizio alla clientela si dovrebbe almeno mettere orari di apertura e chiusura.
3) in un minimo di logica commerciale e marketing : IL CENTRO DOVREBBE RIMANERE APERTO LA DOMENICA E SOPRATTUTTO QUANDO ACCANTO CI SONO MIGLIAIA DI PERSONE DI PASSAGGIO!
Diciamo che il trattamento che ho ricevuto io, non è proprio di quelli che si possano dire customer oriended...
Bene, quanto ho scritto è il classico esempio di come farsi sporcare la reputazione di un prodotto o di una marca. Il social network, il chiacchiericcio dei blog, è la peggiore pubblicità che si possa fare o il migliore strumento per promuovere prodotti e servizi che hanno qualcosa di vantaggioso. Oggi alla ricerca Beauty Palace su google ci sono ricerche e titoli immacolati. Domani? ci sarà il mio commento.
Diciamo che ho utilizzato questo come esempio accademico: tornerò al centro, perchè mi piace, anche se mi dovrò adeguare agli orari e restrizioni che impone. Peccato, da un buon passaparola, adesso il centro ha ottenuto visibilità, ma cattiva pubblicità...
e pensare che volevo provare il ristorante! ora ho paura della signorina che mi ha riaperto i cancelli...
lunedì 8 ottobre 2007
L’innovazione nel mercato Retail
Spunti dal Summit Marketing & Retail - Il sole 24 ore – 4 ottobre 2007
Questi sono i punti che ritengo principali e che sono stati sottolineati più volte durante il summit, traendo spunto dagli interventi più interessanti : di Federico Lalatta Costerbosa di Boston Consulting Group, Sandro Castaldo Dir. Area Marketing Sda Bocconi e Giuseppe Vergani di IBM Italia.
L’innovazione nel mercato retail significa innovazione continua di :
• prodotto
• format di vendita
• processi di gestione
• ma e soprattutto di “relazione con il cliente”.
Ci sono tre nuovi profili principali di consumatore che vanno soddisfatti:
1) l’anziano che pretende risparmio nei consumi alimentari e non;
2) la donna single 30-40 enne, professionista impegnata, che necessita di tempo per se stessa, e lo pretende sia nelle modalità di acquisto che di consumo;
3) La famiglia immigrata, composta da 3-5 componenti, il cui reddito sta crescendo e i cui consumi e pretese si avvicinano alla famiglia media italiana di qualche anno fa. Questo target è strategico per rivolgervi servizi finanziari di profilo più amichevole come quello che può essere dato dal retailer.
Come nel resto dei mercati, l’evoluzione sociale ha trasformato i bisogni del consumatore:
• Non necessita più di comprare per sopravvivere, ma di consumare per nutrirsi, curarsi, relazionarsi, fare esperienze. Non ha più un alta propensione per la spesa nei consumi alimentari, ma rivolge buona parte del proprio reddito alla spesa per servizi di comunicazione, per la cura di sé e per la casa.
• Necessita di più tempo per se stesso, sia nelle modalità di acquisto che di consumo.
• Diventa Prosumer : ha le capacità per produrre da solo, interagire, modificare i prodotti e servizi che gli vengono proposti;
• Quando è coinvolto può diventare il maggiore sostenitore di un azienda o il peggiore nemico.
Il retailer deve capire come interagire con lui: qui sta la capacità di innovare e quindi di competere.
Come la tecnologia può essere utile al retailer per focalizzarsi su questo nuovo scenario?
1) per comprendere meglio i consumatori per misurare i loro comportamenti di consumo, acquisto, esperienza nel PV, e la sua sensibilità al prezzo;
2) per trasformare in esperienza l’intero processo di acquisto offerto in multicanalità (dal portale web al PV) per informare, assistere, emozionare, velocizzare;
3) per ottimizzare i processi di supply chain, migliorare quindi i costi di gestione, riportando il risparmio al cliente e migliorando l’informazione sulla filiera e sul prodotto;
4) per migliorare le performance delle risorse umane e dell’organizzazione, migliorando quindi il coordinamento dell’informazione finale al cliente (la business tv come strumento di e-learning);
5) per trasformare il punto vendita in un sistema integrato di servizi.
Gli atti del convegno saranno disponibili dal 10 ottobre su: www.formazione.ilsole24ore.com/attimarketingretail
Questi sono i punti che ritengo principali e che sono stati sottolineati più volte durante il summit, traendo spunto dagli interventi più interessanti : di Federico Lalatta Costerbosa di Boston Consulting Group, Sandro Castaldo Dir. Area Marketing Sda Bocconi e Giuseppe Vergani di IBM Italia.
L’innovazione nel mercato retail significa innovazione continua di :
• prodotto
• format di vendita
• processi di gestione
• ma e soprattutto di “relazione con il cliente”.
Ci sono tre nuovi profili principali di consumatore che vanno soddisfatti:
1) l’anziano che pretende risparmio nei consumi alimentari e non;
2) la donna single 30-40 enne, professionista impegnata, che necessita di tempo per se stessa, e lo pretende sia nelle modalità di acquisto che di consumo;
3) La famiglia immigrata, composta da 3-5 componenti, il cui reddito sta crescendo e i cui consumi e pretese si avvicinano alla famiglia media italiana di qualche anno fa. Questo target è strategico per rivolgervi servizi finanziari di profilo più amichevole come quello che può essere dato dal retailer.
Come nel resto dei mercati, l’evoluzione sociale ha trasformato i bisogni del consumatore:
• Non necessita più di comprare per sopravvivere, ma di consumare per nutrirsi, curarsi, relazionarsi, fare esperienze. Non ha più un alta propensione per la spesa nei consumi alimentari, ma rivolge buona parte del proprio reddito alla spesa per servizi di comunicazione, per la cura di sé e per la casa.
• Necessita di più tempo per se stesso, sia nelle modalità di acquisto che di consumo.
• Diventa Prosumer : ha le capacità per produrre da solo, interagire, modificare i prodotti e servizi che gli vengono proposti;
• Quando è coinvolto può diventare il maggiore sostenitore di un azienda o il peggiore nemico.
Il retailer deve capire come interagire con lui: qui sta la capacità di innovare e quindi di competere.
Come la tecnologia può essere utile al retailer per focalizzarsi su questo nuovo scenario?
1) per comprendere meglio i consumatori per misurare i loro comportamenti di consumo, acquisto, esperienza nel PV, e la sua sensibilità al prezzo;
2) per trasformare in esperienza l’intero processo di acquisto offerto in multicanalità (dal portale web al PV) per informare, assistere, emozionare, velocizzare;
3) per ottimizzare i processi di supply chain, migliorare quindi i costi di gestione, riportando il risparmio al cliente e migliorando l’informazione sulla filiera e sul prodotto;
4) per migliorare le performance delle risorse umane e dell’organizzazione, migliorando quindi il coordinamento dell’informazione finale al cliente (la business tv come strumento di e-learning);
5) per trasformare il punto vendita in un sistema integrato di servizi.
Gli atti del convegno saranno disponibili dal 10 ottobre su: www.formazione.ilsole24ore.com/attimarketingretail
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