Che bella Perugia quando è ricca di fermento! Di humus culturale! Come vorrei che fosse più spesso così! Non solo quando c'è Umbria Jazz! E' un appello...
Ho vissuto due giorni del Festival del Giornalismo, ho seguito i due convegni di sabato: il primo sul rapporto con le aziende e il giornalismo, il successivo con i redattori e il direttore di Nòva Luca De Biase. Ho notato la notevole differenza di linguaggi e atteggiamenti. Dal primo, il cui si dibatteva del giornalismo dei media classici, ne è uscita una sorta di pessimismo e un senso d'impossibilità di cambiamento: degli autori e dei loro contenuti, ingessati dagli editori e dalle piattaforme, una crisi stagnante impossibile da mutare. Ho notato poi, al contrario, nel secondo convegno, l'estrema libertà di essere, dire, fare e pensare al futuro del gionalismo sul web: degli autori, degli editori, delle piattaforme in continuo mutamento. La riflessione è il senso di questo blog: benvengano i cambiamenti. anche se significheranno la fine del giornale di carta.
La critica più feroce al web è che dà la possibilità agli stupidi di dire e scrivere qualsiasi cosa: ma non sono obbligato a leggerlo, nè a pagarlo! Pagare invece per Il Corriere dell'Umbria che oggi titolava in prima pagina "Esorcismo per figlio Gay - la mamma dice: Pene dell'inferno per mio figlio", non solo fa vergognare i giornalisti, ma indigna anche il lettore!
Sembrava una battuta di Vittorio Zucconi; cosa ne avrebbe detto nel suo un intervento di ieri sera? col suo fantastico sarcasmo sugli italiani, sui giornalisti, sul senso comune... La riflessione che voglio condividere è quella proveniente dalla sua grande conclusione: sull'essere un buon giornalista, (valido per qualsiasi altro mestiere). Si può essere bravi giornalisti, non quando ci si è compiaciuti di quanto si è fatto, ma quando si crede che ciò che è stato fatto si poteva far meglio. E' lo spirito del rinnovamento continuo... della curiosità, della crescita continua...
Un grazie agli organizzatori che hanno permesso questo grande evento e quest'incontri!
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domenica 5 aprile 2009
mercoledì 5 settembre 2007
Il social networking è la "quarta ondata" della storia dell'evoluzione
C'è un testo tratto da capitolo 16 del "Nuovo Libro della Pubblicità" che offre una prospettiva davvero affascinante della storia evolutiva e dell'età che stiamo vivendo. http://gandalf.it/net/ondate.htm
Ci racconta che la storia dell'evoluzione economica e sociale, è stata caratterizzata da 3 ondate dominanti: la prima società è stata fondata sull'agricoltura, la seconda sull'industria, la terza sull'informazione. Nell'età dell'informazione, ciò che conta non è più il possesso delle risorse della terra o delle macchine per trasformarla, ma la conoscenza.
La stessa prospettiva è data all'evoluzione della comunicazione: la scrittura come prima fase evolutiva: il potere conoscenza - la stampa come seconda fase: la diffusione della conoscenza- il telegrafo, la radio e televisione: la contemporaneità della conoscenza - e infine internet oggi: la quarta ondata, la democratizzazione della conoscenza, dove tutti possono intervenire per cambiare qualcosa, produrre qualcosa, allo stesso livello, con lo stesso potere.
Ci racconta che la storia dell'evoluzione economica e sociale, è stata caratterizzata da 3 ondate dominanti: la prima società è stata fondata sull'agricoltura, la seconda sull'industria, la terza sull'informazione. Nell'età dell'informazione, ciò che conta non è più il possesso delle risorse della terra o delle macchine per trasformarla, ma la conoscenza.
La stessa prospettiva è data all'evoluzione della comunicazione: la scrittura come prima fase evolutiva: il potere conoscenza - la stampa come seconda fase: la diffusione della conoscenza- il telegrafo, la radio e televisione: la contemporaneità della conoscenza - e infine internet oggi: la quarta ondata, la democratizzazione della conoscenza, dove tutti possono intervenire per cambiare qualcosa, produrre qualcosa, allo stesso livello, con lo stesso potere.
E' il senso e il potere del social networking.
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