lunedì 31 dicembre 2007

Il cambiamento è linfa della vita

Alla fine dell'anno si fanno sempre bilanci del passato e sogni per l'anno venturo.
Quest'anno è stato per me un anno travolgente e stravolgente. Non esiste mese di cui non abbia un ricordo preciso di qualcosa che è accaduto. Ora questi cambiamenti che un anno fa nemmeno immaginavo, sono una realtà consolidata. Sulla mia pelle ho vissuto travolgimenti personali e professionali, e posso dire che dal baratro nasce nuova vita, da un piccolo fiocco di neve nasce una valanga, la sola immobilità rende aridi e non produce niente.
Ora con un anno di più sulle spalle, e volontà e desideri che sono diventati realtà non posso che condividere un motto che ormai mi sta a cuore:
"Pensare fortemente di realizzare un desiderio è già farlo diventare un po' realtà". Anche se costa sacrificio, dolore e lascrime. Ma è vita. Auguro un anno ricco di cambiamenti a tutti coloro che ho conosciuto, incontrato, condiviso gioie e dolori.

domenica 9 dicembre 2007

Forum Retail & GDO - PR on line

Riporto un'altra esperienza professionale importante, simile a quella vissuta da spettatore in ottobre al Sole 24 ore. Il Forum Retail & GDO , un importante esposizione per il settore che questa volta ho vissuto dall'altra parte: l'espositore - e quindi con relativa impossibilità di assistere agli interventi. Comunque, chiunque voglia gli atti del convegno, mi contatti , ho user e password per accedervi, ma non posso diffonderli. Intanto godetevi questa sintesi, nel portale MyMarketing.net che tra l'altro parla dell'azienda per cui ho preparato i comunicati stampa e questo video ... si vede che sto mettendo in pratica le PR on line?

lunedì 19 novembre 2007

Come sporcare la social - reputazione di un ottimo format commerciale

Era da tempo che non scrivevo. Ho scritto così tanto per lavoro che quando vado sul mio blog mi arrendo. Così mi sono domandata: cosa ci vuole per tornare a scrivere? una spinta, un qualcosa che mi piaccia talmente tanto da volerlo condividere... oppure che mi faccia incavolare tanto da avere lo stesso effetto.
Purtroppo è successo il secondo episodio e ve lo voglio raccontare.

A Perugia ha da qualche tempo aperto un centro di bellezza dal format assolutamente innovativo, che ho subito decantato come eccellente e incredibile per una città come Perugia. Il suo nome è Beauty Palace . Il centro è composto da "corner" per la salute e la bellezza della persona : prodotti alimentari dietetici e biologici, una profumeria di grande raffinatezza, abbigliamento e oggettistica per la casa, un assortimento molto ricercato e fuori dal comune . Poi un centro benessere, una bar con sala da thè e un ristorante. Il tutto condito con eleganza, raffinatezza e stile. Insomma un luogo in cui giocare con le amiche a "sex&the city". Peccato che non lo conosce nessuno e che quando dovrebbe essere aperto (sera e domenica) è sempre chiuso. I perugini non si smentiscono e ora ne ho anche la prova.

L'episodio spiacevole: Da un paio di settimane, ha aperto accanto al Beauty Palace un ipermercato con centro commerciale. Ieri, domenica, tutto aperto, sono arrivata alle ore 15 presso il parcheggio del Beauty Palace con l'obiettivo di tornarci dopo tanto tempo; ho lasciato la macchina e notato che il ristorante era aperto e l'area shopping no. In mancanza di ulteriori informazioni sugli orari e visto che in fondo alla strada si segnalava l'apertura , ho erroneamente considerato che di lì a poco, il centro sarebbe stato riaperto. Nell'attesa ho visitato il nuovo centro commerciale, lì accanto. Al mio ritorno - le 16 - ho trovato la mia macchina chiusa dentro i cancelli, con l'avvertimento della riapertura alle 18,30 e che la zona era allarmata. Ho cercato il numero di telefono, contattato il ristorante, mi ha risposto una signorina, che non è stata molto cortese, ma almeno mi è venuta ad aprire.
L'arrabbiatura è stata notevole, le considerazioni sono le seguenti:
1) io mi reputo in pecca perchè non dovevo parcheggiare su quell'area, ma l'ho fatto in buona fede e con l'obiettivo di visitare il centro.
2) per dare un minimo di servizio alla clientela si dovrebbe almeno mettere orari di apertura e chiusura.
3) in un minimo di logica commerciale e marketing : IL CENTRO DOVREBBE RIMANERE APERTO LA DOMENICA E SOPRATTUTTO QUANDO ACCANTO CI SONO MIGLIAIA DI PERSONE DI PASSAGGIO!
Diciamo che il trattamento che ho ricevuto io, non è proprio di quelli che si possano dire customer oriended...

Bene, quanto ho scritto è il classico esempio di come farsi sporcare la reputazione di un prodotto o di una marca. Il social network, il chiacchiericcio dei blog, è la peggiore pubblicità che si possa fare o il migliore strumento per promuovere prodotti e servizi che hanno qualcosa di vantaggioso. Oggi alla ricerca Beauty Palace su google ci sono ricerche e titoli immacolati. Domani? ci sarà il mio commento.

Diciamo che ho utilizzato questo come esempio accademico: tornerò al centro, perchè mi piace, anche se mi dovrò adeguare agli orari e restrizioni che impone. Peccato, da un buon passaparola, adesso il centro ha ottenuto visibilità, ma cattiva pubblicità...

e pensare che volevo provare il ristorante! ora ho paura della signorina che mi ha riaperto i cancelli...

lunedì 8 ottobre 2007

L’innovazione nel mercato Retail

Spunti dal Summit Marketing & Retail - Il sole 24 ore – 4 ottobre 2007

Questi sono i punti che ritengo principali e che sono stati sottolineati più volte durante il summit, traendo spunto dagli interventi più interessanti : di Federico Lalatta Costerbosa di Boston Consulting Group, Sandro Castaldo Dir. Area Marketing Sda Bocconi e Giuseppe Vergani di IBM Italia.

L’innovazione nel mercato retail significa innovazione continua di :
• prodotto
• format di vendita
• processi di gestione
• ma e soprattutto di “relazione con il cliente”.
Ci sono tre nuovi profili principali di consumatore che vanno soddisfatti:
1) l’anziano che pretende risparmio nei consumi alimentari e non;
2) la donna single 30-40 enne, professionista impegnata, che necessita di tempo per se stessa, e lo pretende sia nelle modalità di acquisto che di consumo;
3) La famiglia immigrata, composta da 3-5 componenti, il cui reddito sta crescendo e i cui consumi e pretese si avvicinano alla famiglia media italiana di qualche anno fa. Questo target è strategico per rivolgervi servizi finanziari di profilo più amichevole come quello che può essere dato dal retailer.
Come nel resto dei mercati, l’evoluzione sociale ha trasformato i bisogni del consumatore:
• Non necessita più di comprare per sopravvivere, ma di consumare per nutrirsi, curarsi, relazionarsi, fare esperienze. Non ha più un alta propensione per la spesa nei consumi alimentari, ma rivolge buona parte del proprio reddito alla spesa per servizi di comunicazione, per la cura di sé e per la casa.
• Necessita di più tempo per se stesso, sia nelle modalità di acquisto che di consumo.
• Diventa Prosumer : ha le capacità per produrre da solo, interagire, modificare i prodotti e servizi che gli vengono proposti;
• Quando è coinvolto può diventare il maggiore sostenitore di un azienda o il peggiore nemico.
Il retailer deve capire come interagire con lui: qui sta la capacità di innovare e quindi di competere.


Come la tecnologia può essere utile al retailer per focalizzarsi su questo nuovo scenario?
1) per comprendere meglio i consumatori per misurare i loro comportamenti di consumo, acquisto, esperienza nel PV, e la sua sensibilità al prezzo;
2) per trasformare in esperienza l’intero processo di acquisto offerto in multicanalità (dal portale web al PV) per informare, assistere, emozionare, velocizzare;
3) per ottimizzare i processi di supply chain, migliorare quindi i costi di gestione, riportando il risparmio al cliente e migliorando l’informazione sulla filiera e sul prodotto;
4) per migliorare le performance delle risorse umane e dell’organizzazione, migliorando quindi il coordinamento dell’informazione finale al cliente (la business tv come strumento di e-learning);
5) per trasformare il punto vendita in un sistema integrato di servizi.

Gli atti del convegno saranno disponibili dal 10 ottobre su: www.formazione.ilsole24ore.com/attimarketingretail

lunedì 24 settembre 2007

Scrivere non sarà il mio mestiere, ma la mia terapia lo è

"Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse.)" [Dino Buzzati]

martedì 11 settembre 2007

Perchè il marketing fa fatica a comunicare se stesso

In affari e finanza di ieri, Giampaolo Fabris fa una severa riflessione sulla considerazione del marketing nell'opinione pubblica e nelle aziende, prendendo spunto dalle dichiarazioni dell'onorevole Cesa in merito alla fondazione del nuovo partito di Berlusconi.
Con le affermazioni : " è solo marketing", "è tutta una montatura pubblicitaria"... si associa a questa disciplina un termine totalmente negativo come a definire questa attività come inutilmente fuorviante rispetto alla realtà, e tutta una categoria di professionisti, quali fomentatori di fumo negli occhi.
Ora, spezziamo una lancia a favore di questa considerazione, dicendo che l'immagine costruita del nostro "onorevole" Berlusconi, non ha certo giovato alla categoria... visto che la maggior parte di chi non conosce l'argomento associa il marketing a Berlusconi già da una ventennio...
ma con questo post, vorrei superare le considerazioni politiche, percommentare invece le conclusioni di Fabris. Fabris individua una necessità e propone di rifondare i principi della disciplina che " non può più ..."

Il marketing soffre di tre ordini di problemi:

1) una bassa reputazione sociale, figlia di una sostaniale non conoscenza, e di uno storico consolidato. Eppure, la finanza non è certo trattata e considerata alla stessa maniera, ma, come qualsiasi strumento, se utilizzata male, fa molti più danni del marketing;

2) il mktg è vissuto come un costo ancora da molte aziende: una attività che non produce ricchezza. questo considerazione è immediatamente smentibile: si pensi quanto la reputazione aziendale sia basata sul corretto coordinamento di tutte le attività di marketing , comunicazione e pubbliche relazioni; e quanto la vendita dei prodotti e servizi sia basata su un corretto marketing mix;

3) gli effetti e risultati della comunicazione e delle attività di marketing non sono valutabili e misurabili. Qui sopraggiungono a difendere l'attività molti strumenti. Quelli di analisi e interviste che si possono attuare al fine della misurazione del raggiungimento degli obiettivi del piano marketing (naturalmente vanno prima esplicitati), e a tal proposito segnalo il libro
Valutare i risultati della comunicazione di S. Romenti;


C'è uno strumento più importante però che nell'analisi di Fabris non viene individuato e che invece non può essere sottovalutato: il web!

Non solo il web ha trasformato considerevolmente il marketing, ma la possibilità di misurarne i risultati - tutti verificabili oggettivamente - e sta naturalmente modificando anche la sua reputazione. Come ? attraverso il social network, attraverso l'informazione, la conoscenza proveniente dal basso, dove ognuno di noi è in grado di giudicare l'attività di una azienda e dei suoi prodotti.
Uno strumento tanto potente, in grado di decretare successi da operazioni innovative a basso costo, quanto decretare clamorosi insuccessi di faraonici investimenti aziendali.

Bene, il web sarà la leva più efficace per migliorare e disciplinare spontaneamente la reputazione stessa del marketing.

Quindi, il marketing è già oltre... mktg 2.0



giovedì 6 settembre 2007

Cambiare, crescere e innovare se stessi

Questo post è lasciato a testimonianza di un momento importante della mia vita professionale, e dà senso al manifesto di questo blog.

Negli ultimi anni il destino mi ha posto davanti strade da intraprendere diverse da quanto avrei mai potuto immaginare, e di conseguenza, scelte da prendere. Per mio modo di essere, ho scelto di percorrerle sempre, perchè ritengo che qualsiasi prospettiva si profili e si intraveda, vada percorsa.
L'albero della vita presenta dei rami che una volta saliti più in alto non sono più praticabili, sono persi per sempre.
Al momento giusto, con un po' di pazienza e senza fretta nascono opportunità che vanno colte: si sceglie per poter proseguire, si cresce anche se con sofferenza e fatica, si cambia anche se si prova la paura di ciò che non si conosce, e solo così ci si innova costantemente.
C'è stato un tempo in cui la paura mi paralizzava, bloccava le mie possibilità. Non sceglievo, rimanevo semplicemente ferma, perchè mi sembrava di sentirmi più al sicuro. Ma quella non era sicurezza: era paura.


"Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla"

Oggi concludo una fase della mia vita che professionalmente rimarrà determinante. Questa fase ha generato la mia nuova filosofia di vita. Ha generato la consapevolezza di una volontà che ormai è insita idissolubilmente dentro me. La mia voglia di rapportarmi con le persone, la voglia di: crescere, acquisire conoscenze e competenze, migliorarmi e innovarmi costantemente. Essere nel tempo, per non essere travolta dal mutamento.

Ora che si sta chiudendo questo fondamentale capitolo della mia esistenza, una sola riflessione rimbalsa nella mia mente: ho avuto la fortuna di conoscere persone che hanno fatto crescere ed esplodere le mie potenzialità. Che hanno generato in me la necessità di capire, di migliorarmi. E sento di aver anch'io cambiato qualcosa in loro. Ed è questo che resta nella mente: non ricordi, immagini, momenti, ma ciò che ha generato dentro di noi quei momenti. E' questo ciò che conta, è questo che dà senso a ciò che facciamo ogni giorno.

Ho capito che non si deve cambiare per non morire: si cambia per vivere pienamente.
Con questa consapevolezza ancora una volta guardo avanti, con la speranza di incontrare persone che mi diano qualcosa e a cui io possa dare qualcosa. Per la prima volta vorrei io essere in grado di generare un cambiamento nelle persone che lo vorrano. Io sono cambiata come essere vivente e come professionista. Vedo un orizzonte aperto di fronte a me. Un orizzonte nella mia umanità e nella mia attività professionale. E' bello sentirsi in cammino.

Essere aperti, lasciare spazio alla possibilità, sognare, guardare oltre, può essere rischioso, è vero, ma fermarsi e chiudere gli occhi per la paura lo è molto di più.

Quindi, grazie ai sognatori, a quelli che non si arrendono, a quelli che guardano oltre anche nelle situazioni più difficili.
Grazie a coloro che hanno il sole dentro che fa germogliare il futuro.

mercoledì 5 settembre 2007

Il social networking è la "quarta ondata" della storia dell'evoluzione

C'è un testo tratto da capitolo 16 del "Nuovo Libro della Pubblicità" che offre una prospettiva davvero affascinante della storia evolutiva e dell'età che stiamo vivendo. http://gandalf.it/net/ondate.htm

Ci racconta che la storia dell'evoluzione economica e sociale, è stata caratterizzata da 3 ondate dominanti: la prima società è stata fondata sull'agricoltura, la seconda sull'industria, la terza sull'informazione. Nell'età dell'informazione, ciò che conta non è più il possesso delle risorse della terra o delle macchine per trasformarla, ma la conoscenza.

La stessa prospettiva è data all'evoluzione della comunicazione: la scrittura come prima fase evolutiva: il potere conoscenza - la stampa come seconda fase: la diffusione della conoscenza- il telegrafo, la radio e televisione: la contemporaneità della conoscenza - e infine internet oggi: la quarta ondata, la democratizzazione della conoscenza, dove tutti possono intervenire per cambiare qualcosa, produrre qualcosa, allo stesso livello, con lo stesso potere.

E' il senso e il potere del social networking.

giovedì 9 agosto 2007

Business Coaching e Marketing di se stessi

investire su se stessi
Segnalo questo libro di Karen Otazo - sperling&kupfer Editori 2006 - che mi è capitato casualmente fra le mani in una calma e tranquilla serata domenicale in quel di Parma. Un libro che quando hai sulle mani dici: "si lo so... non mi serve", e poi quando lo vai a scoprire trovi mille piccoli accorgimenti che, se "pensati", possono produrre migliori risultati, nella vita professionale e personale. Quindi uno strumento da tenere sempre in bella vista, e da riaprire e rileggere in varie fasi della propria vita lavorativa.
La Otazo, vera maestra del Business coaching, scrive brevi pagine-saggio -"le nude verità"- sul comportamento in azienda, sulla collaborazione con i propri capi e i colleghi, su come fare un buon marketing di se stessi, su come affrontare un nuovo lavoro. Una piccola pillola raccolta :
"la cosa migliore che possiate fare per pianificare la vostra carriera è passare del tempo a conoscervi..."
... aggiungo io: la conoscenza è la base di ogni miglioramento, se è di e per se stessi, è il migliore investimento.

lunedì 6 agosto 2007

aNobii: il valore di condividere una biblioteca

Oggi vi voglio segnalare un portale molto carino oltre che utile: http://www.anobii.com/anobi/anobii_home.php . aNobii è un modo per condividere i libri con persone che hanno gli stessi interessi nella lettura. Si può creare un proprio catalogo dei libri acquistati, commentarli, votarli, lasciare appunti per se stessi e per il social network. aNobii segnala utenti con gusti simili o se vi iscrivete ad una comunità d'interesse, raccoglie tutta la collezione dei libri raccolti da tutti i membri. Inoltre segnala da chi e quante volte è stata visitata la vostra libreria e vi dà la possibilità di mettervi in collegamento con i vostri visitatori. In questo modo si trovano, non solo libri interessanti che non avevate preso in considerazione, ma soprattutto si possono avere informazioni e commenti attendibili sul valore del libro che vorreste acquistare.
Unico svantaggio ... il tempo da dedicare alla catalogazione e il commento!

giovedì 2 agosto 2007

Piccole utilità : i vostri Preferiti ovunque

Questo sembra un post scontato, ma non per tutti, quindi parliamo di come gestire i propri preferiti fuori dal proprio PC. Ovvero ritrovarli ovunque siate, in qualsiasi pc accedete.
Internet fornisce diverse soluzioni. Le principali sono quelle offerte dai motori di ricerca - google , yahoo... avere il solito account di posta e così gestire, tramite le impostazioni, il passaggio dei vostri preferiti dalla cartella locale alla rete.
Voglio parlarvi però di soluzioni di "gestione Preferiti" un po' più evolute - in ottica social networking - che significa ? che i vostri "preferiti" sono pubblici e visibili da altri che, come voi, hanno associato uno stesso nome di una cartella - la famosa "tag"- a un raggruppamento di link preferiti. Uno di questi è Del.icio.us http://del.icio.us/ (vedete l' icona nella colonna di destra). Utilizzo questo portale, non proprio come gestione preferiti, ma come una raccolta di informazioni interessanti che trovo nel web. Associo il link ad una etichetta che propone delicious e così la mia ricerca rimane catalogata e disponibile a chiunque cerchi lo stesso argomento. In più: delicious è utilissimo se si vogliono condividere preferiti su gruppi di lavoro - tra colleghi o tra amici - o tra sconosciuti che hanno lo stesso interesse, creando un "network"; è utile per capire quanto è influente e autorevole un sito rispetto ad un altro, perchè visualizza il numero di persone che ha salvato il link. Insomma come ogni strumento "social", quando uno servizio è utile diventa indispensabile! provare per credere...

mercoledì 25 luglio 2007

Comunicare l’innovazione come professione

Visto che vi sono piaciute le massime per innovatori, non posso esimermi dal nominare la fonte del manifesto di questo Blog:

Immagine di Comunicare l'innovazione
Comunicare l’innovazione - a cura di Andrea Granelli – Il Sole 24 ore 2005

Ho trovato un brano di questo libro in 7floor (http://www.7thfloor.it/2007/05/04/comunicare-l%e2%80%99innovazione/) , ho fatto il mio primo ordine di libri on line ed è arrivato un libro che dapprima mi giudicato deludente (perché composto di tanti articoli di autori diversi) poi mi ha folgorato. Perché ? perché ho trovato una risposta a chi ti chiede : “ ma che lavoro fai?” Comunico l’innovazione!

“la comunicazione dell’innovazione non è separabile dall’innovazione stessa, ma anzi ne rappresenta un aspetto assolutamente costitutivo. Autentico innovatore non è colui che ha le idee o possiede le tecniche, ma chi le traduce in fatti concreti, utili e soprattutto le diffonde, e quindi le comunica”
“la diffusione della conoscenza (e quindi dell’innovazione) è l’aspetto fondativo della nostra società, ribattezzata per questo “società della conoscenza”. In particolare, la comunicazione tecnologica ha un ruolo centrale nell’economia in quanto strumento necessario, anzi indispensabile, che permette sia a chi utilizza la conoscenza, sia a chi la produce di identificare, qualificare, esplorare e valutare le potenzialità delle esternalità di conoscenza, e cioè la capacità di moltiplicare il valore senza necessariamente consumarsi”

Un libro che finalmente riconosce un ruolo “sociale” ai comunicatori: non più associati all’immagine di spietati pubblicitari fomentatori di consumismo, ma protagonisti dell’evoluzione economica e culturale della nostra società.

lunedì 23 luglio 2007

Massime per innovatori

"Se pensi di potercela fare puoi farlo. Se pensi di non potercela fare, hai ragione" Anonimo

"Ciò che puoi fare o puoi sognare comincialo . L'audacia contiene in sè genialità, forza e magia" Goethe

lunedì 16 luglio 2007

Umbria Jazz: musica è coinvolgimento e condivisione

Anche Umbria Jazz è finita nelle pagine di discussione del social network: per la prima volta.
Perchè? perchè abbiamo assistito a due eventi che comunque hanno fatto parlare di come e cosa condividere e far condividere nella grande rete. A entrambi ho assistito personalmente.

Il primo:
è la ormai famosa scenata del fantomatico Keith Jarret: ci ha minacciati prima di cominciare di non voler fotografie e registrazioni di alcun tipo altrimenti avrebbe smesso di suonare. Ha prodotto una musica travolgente tanto da dire poco prima della scenata "cavolo, è matto però se lo può permettere" e invece poi ci ha mandato a quel paese a tutti per un flash improvviso ...
La reazione del pubblico nemmeno a dirlo è stata terribile: la sua musica non la vuole condividere con nessuno oppure è semplicemente pazzo? di sicuro si è fatto ricordare. Di sicuro chi ha speso 40 euro per vederlo difficilmente riuscirà a godersi la sua musica senza ricordare quest'episodio.

Il secondo :
Gilberto Gil, è promotore di un progetto di condivisione il cui sito e blog è il manifesto http://www.gilbertogil.com.br/ : ha invitato il pubblico a fotografare, registrare il proprio divertimento durante il concerto e poi inviarlo al suo sito: le migliori testimonianze saranno pubblicate. C'è da dire che la sua musica mi è piaciuta di meno, ma l'idea di coinvolgere il pubblico lì e nella rete sarà sicuramente un motivo di soddisfazione in più per tutti...
(dopo di lui Carlinos Brown che ci ha fatto ballare e saltare come pazzi ... influirà anche questo nella condivisione social lanciata da Gil?)

Ora un P.S. Personale : per affetto e per gratitudine devo parlare di Gegè Telesforo e i Grooovinators http://www.groovemasteredition.com/indexita.asp. Ho sentito e goduto il suo concerto la prima serata a mezzanotte: a lui devo il piacere con cui ho vissuto questa Umbria Jazz. Ho ascoltato il suo programma su Radio Capital tutta la stagione mentre leggevo, lavoravo, mi rilassavo a casa. Ha accresciuto in me l'interesse verso questo genere di musica e la piacevolezza di ascoltarla. Senza quella preparazione non mi sarei goduta tanto queste serate. L'ho ringraziato per avermi fatto compagnia tutto l'inverno personalmente. Lo ringrazio ancora oggi con questo post ... e sto parlando di lui nel social network senza che nessuno mi stimoli o mi vieti di farlo!

martedì 10 luglio 2007

Piccole utilità per gli amici meno tecnologici

Se il manifesto di questo blog è comunicare l’innovazione, e l’innovazione per essere diffusa deve essere utile e semplice da usare, poiché molti dei miei amici mi chiedono informazioni sui nuovi strumenti per internet che propone il “social network”, ecco a voi la rubrica PICCOLE UTILITA’. Pensata e diffusa per chi come me fa una fatica immane nel capire i tecnicismi, ma apprezza l’utilità e soprattutto il risparmio del tempo che propongono.

Oggi parliamo di Aggregatori Feed RSS o Feed RSS Reader:
L’aggragatore feed rss è lo strumento più utile e salva tempo che vi offre internet! Per questo l’ho messo per primo. Fatevi subito una domanda: ogni volta che accedete a internet quante volte andate a controllare tra i vostri preferiti cosa c’è di nuovo tra le news o tra un commento di un blog? Vorreste che qualcuno faccia per voi una veloce rassegna stampa ? o qualcuno che vi dia notizia immediata su un argomento che vi intereressa? Quanto tempo ci perdete a fare tutto questo? Se la risposta è: si , troppo e abbastanza, questo è lo strumento che fa per voi.
L’aggregatore rss vi consente di avere in una unica pagina tutte le nuove news provenienti dai vostri siti preferiti, organizzate come volete voi, velocemente leggibili e archiviabili sotto un unico tetto.
Cosa sono i feed rss? Che vi frega… sappiate solo che dove trovate il simboletto arancione che vedete qui, potete acchiappare il sito e aggiungerlo al vostro aggregatore.
Dove e come trovare l’aggregatore? Allora, o vi scaricate un software (basta cercare su google “aggregatore rss” ) e già sento le grida di dolore… oppure molto pìù semplicemente, prima di tutto controllate se tra gli strumenti della vostra posta elettronica vi propongono questo sistema (Alice ce l’ha), se non lo trovate vi consiglio di aprire un account di posta elettronica su google (non per fare pubblicità ma gmail è veramente la migliore e nelle prossime puntate scoprire ancora perché) e fra tutti gli strumenti che vi propone nella sezione scegliete o cercate direttamente “Google reader ”. Dà lì poi capirete che è semplicissimo aggiungere “add to subscription”, togliere, catalogare le vostre news preferite (basta il classico copia e incolla).
Appena avrete toccato con mano l’utilità di questo strumento non ne potrete più fare a meno! Come ogni innovazione utile e semplice, diverrà parte di voi…

PS. In questa rubrica non aspetto commenti, ma domande, chiarimenti e dagli amici + tecnologici integrazioni!

lunedì 9 luglio 2007

venerdì 6 luglio 2007

L'innovazione per le piccole medie imprese: la pubblicità on line ha la coda lunga.

Segnalo l'evento http://www.wmtools.com/news/eventi-seo/in-veneto-si-parla-di-web-20-alle-aziende e i successivi interessanti documenti : http://www.webdieci.com/docs/innovazione/85_PMI_trevigiane/86_Convegni_a_Tre/web_2_0_880.asp

L'iniziativa di parlare alle PMI di innovazione e web marketing è lodevole e andrebbe ripetuta su molti ambienti . Pongo ora una riflessione , generata da un articolo del sole 24 ore sui dati di crescita della pubblicità on line (28/06/07) e oltretutto sollevata da Enrico Ladogana in occasione del compleanno del libro di Leonardo Bellini - Fare Business con il Web - e riportata qui http://www.marketingroutes.com/2007/05/12/fare-business-online-piccola-azienda/.

Il web marketing è un'occasione per le PMI e la crescita della pubblicità on line sarà supportata proprio dalle PMI, non dai grandi investimenti di grandi players, ma da tanti e piccoli soggetti economici. Saranno le piccole aziende le protagoniste del mercato virtuale, al pari di ogni "user" del social network. Perchè internet è un canale accessibile, a basso costo, dai risultati totalmente misurabili. Quando succederà ? Presto, se si comincia a diffondere la cultura del web come opportunità di business e non solo come sito-vetrina. Esserci non basta più, anzi a volte "guasta". Ora però quello che mi chiedo è: si può replicare il successo del "social networking" tra "User" e generare un social network tra PMI? Ha senso?
Intanto cominciamo a parlarne tra users... poi alle nostre aziende... e poi ...

la 500 l'emblema del valore della brand off line e on line

Una marca che narra le storie come aveva detto Seguela in Hollywood Lava più bianco - "star strategy"- la gente chiede di identificarsi vuole sognare: chi meglio della storia della 500 ?chi non ha un ricordo di una vecchia 500? ognuno di noi in un modo o nell'altro ha vissuto e appartenuto a questa storia. e così la semplicità dello slogan "la nuova fiat appartiene a tutti noi" è la migliore comunicazione che si poteva realizzare. bella simpatica fresca giovane x giovani e per chi l'ha vista nascere...ah cosa darei per riavere la rossa corallo sbiadita di mia madre...
PS. oggi la vado a vedere in piazza per la parata di Umbria Jazz!

martedì 3 luglio 2007

Comunicare l'innovazione

"Innovare non è un atto eroico, non richiede geni più o meno solitari e romantici: è un processo che richiede disciplina, metodo, continuità, umiltà" - A.Aparo - 2005

martedì 19 giugno 2007