lunedì 31 dicembre 2007

Il cambiamento è linfa della vita

Alla fine dell'anno si fanno sempre bilanci del passato e sogni per l'anno venturo.
Quest'anno è stato per me un anno travolgente e stravolgente. Non esiste mese di cui non abbia un ricordo preciso di qualcosa che è accaduto. Ora questi cambiamenti che un anno fa nemmeno immaginavo, sono una realtà consolidata. Sulla mia pelle ho vissuto travolgimenti personali e professionali, e posso dire che dal baratro nasce nuova vita, da un piccolo fiocco di neve nasce una valanga, la sola immobilità rende aridi e non produce niente.
Ora con un anno di più sulle spalle, e volontà e desideri che sono diventati realtà non posso che condividere un motto che ormai mi sta a cuore:
"Pensare fortemente di realizzare un desiderio è già farlo diventare un po' realtà". Anche se costa sacrificio, dolore e lascrime. Ma è vita. Auguro un anno ricco di cambiamenti a tutti coloro che ho conosciuto, incontrato, condiviso gioie e dolori.

domenica 9 dicembre 2007

Forum Retail & GDO - PR on line

Riporto un'altra esperienza professionale importante, simile a quella vissuta da spettatore in ottobre al Sole 24 ore. Il Forum Retail & GDO , un importante esposizione per il settore che questa volta ho vissuto dall'altra parte: l'espositore - e quindi con relativa impossibilità di assistere agli interventi. Comunque, chiunque voglia gli atti del convegno, mi contatti , ho user e password per accedervi, ma non posso diffonderli. Intanto godetevi questa sintesi, nel portale MyMarketing.net che tra l'altro parla dell'azienda per cui ho preparato i comunicati stampa e questo video ... si vede che sto mettendo in pratica le PR on line?

lunedì 19 novembre 2007

Come sporcare la social - reputazione di un ottimo format commerciale

Era da tempo che non scrivevo. Ho scritto così tanto per lavoro che quando vado sul mio blog mi arrendo. Così mi sono domandata: cosa ci vuole per tornare a scrivere? una spinta, un qualcosa che mi piaccia talmente tanto da volerlo condividere... oppure che mi faccia incavolare tanto da avere lo stesso effetto.
Purtroppo è successo il secondo episodio e ve lo voglio raccontare.

A Perugia ha da qualche tempo aperto un centro di bellezza dal format assolutamente innovativo, che ho subito decantato come eccellente e incredibile per una città come Perugia. Il suo nome è Beauty Palace . Il centro è composto da "corner" per la salute e la bellezza della persona : prodotti alimentari dietetici e biologici, una profumeria di grande raffinatezza, abbigliamento e oggettistica per la casa, un assortimento molto ricercato e fuori dal comune . Poi un centro benessere, una bar con sala da thè e un ristorante. Il tutto condito con eleganza, raffinatezza e stile. Insomma un luogo in cui giocare con le amiche a "sex&the city". Peccato che non lo conosce nessuno e che quando dovrebbe essere aperto (sera e domenica) è sempre chiuso. I perugini non si smentiscono e ora ne ho anche la prova.

L'episodio spiacevole: Da un paio di settimane, ha aperto accanto al Beauty Palace un ipermercato con centro commerciale. Ieri, domenica, tutto aperto, sono arrivata alle ore 15 presso il parcheggio del Beauty Palace con l'obiettivo di tornarci dopo tanto tempo; ho lasciato la macchina e notato che il ristorante era aperto e l'area shopping no. In mancanza di ulteriori informazioni sugli orari e visto che in fondo alla strada si segnalava l'apertura , ho erroneamente considerato che di lì a poco, il centro sarebbe stato riaperto. Nell'attesa ho visitato il nuovo centro commerciale, lì accanto. Al mio ritorno - le 16 - ho trovato la mia macchina chiusa dentro i cancelli, con l'avvertimento della riapertura alle 18,30 e che la zona era allarmata. Ho cercato il numero di telefono, contattato il ristorante, mi ha risposto una signorina, che non è stata molto cortese, ma almeno mi è venuta ad aprire.
L'arrabbiatura è stata notevole, le considerazioni sono le seguenti:
1) io mi reputo in pecca perchè non dovevo parcheggiare su quell'area, ma l'ho fatto in buona fede e con l'obiettivo di visitare il centro.
2) per dare un minimo di servizio alla clientela si dovrebbe almeno mettere orari di apertura e chiusura.
3) in un minimo di logica commerciale e marketing : IL CENTRO DOVREBBE RIMANERE APERTO LA DOMENICA E SOPRATTUTTO QUANDO ACCANTO CI SONO MIGLIAIA DI PERSONE DI PASSAGGIO!
Diciamo che il trattamento che ho ricevuto io, non è proprio di quelli che si possano dire customer oriended...

Bene, quanto ho scritto è il classico esempio di come farsi sporcare la reputazione di un prodotto o di una marca. Il social network, il chiacchiericcio dei blog, è la peggiore pubblicità che si possa fare o il migliore strumento per promuovere prodotti e servizi che hanno qualcosa di vantaggioso. Oggi alla ricerca Beauty Palace su google ci sono ricerche e titoli immacolati. Domani? ci sarà il mio commento.

Diciamo che ho utilizzato questo come esempio accademico: tornerò al centro, perchè mi piace, anche se mi dovrò adeguare agli orari e restrizioni che impone. Peccato, da un buon passaparola, adesso il centro ha ottenuto visibilità, ma cattiva pubblicità...

e pensare che volevo provare il ristorante! ora ho paura della signorina che mi ha riaperto i cancelli...

lunedì 8 ottobre 2007

L’innovazione nel mercato Retail

Spunti dal Summit Marketing & Retail - Il sole 24 ore – 4 ottobre 2007

Questi sono i punti che ritengo principali e che sono stati sottolineati più volte durante il summit, traendo spunto dagli interventi più interessanti : di Federico Lalatta Costerbosa di Boston Consulting Group, Sandro Castaldo Dir. Area Marketing Sda Bocconi e Giuseppe Vergani di IBM Italia.

L’innovazione nel mercato retail significa innovazione continua di :
• prodotto
• format di vendita
• processi di gestione
• ma e soprattutto di “relazione con il cliente”.
Ci sono tre nuovi profili principali di consumatore che vanno soddisfatti:
1) l’anziano che pretende risparmio nei consumi alimentari e non;
2) la donna single 30-40 enne, professionista impegnata, che necessita di tempo per se stessa, e lo pretende sia nelle modalità di acquisto che di consumo;
3) La famiglia immigrata, composta da 3-5 componenti, il cui reddito sta crescendo e i cui consumi e pretese si avvicinano alla famiglia media italiana di qualche anno fa. Questo target è strategico per rivolgervi servizi finanziari di profilo più amichevole come quello che può essere dato dal retailer.
Come nel resto dei mercati, l’evoluzione sociale ha trasformato i bisogni del consumatore:
• Non necessita più di comprare per sopravvivere, ma di consumare per nutrirsi, curarsi, relazionarsi, fare esperienze. Non ha più un alta propensione per la spesa nei consumi alimentari, ma rivolge buona parte del proprio reddito alla spesa per servizi di comunicazione, per la cura di sé e per la casa.
• Necessita di più tempo per se stesso, sia nelle modalità di acquisto che di consumo.
• Diventa Prosumer : ha le capacità per produrre da solo, interagire, modificare i prodotti e servizi che gli vengono proposti;
• Quando è coinvolto può diventare il maggiore sostenitore di un azienda o il peggiore nemico.
Il retailer deve capire come interagire con lui: qui sta la capacità di innovare e quindi di competere.


Come la tecnologia può essere utile al retailer per focalizzarsi su questo nuovo scenario?
1) per comprendere meglio i consumatori per misurare i loro comportamenti di consumo, acquisto, esperienza nel PV, e la sua sensibilità al prezzo;
2) per trasformare in esperienza l’intero processo di acquisto offerto in multicanalità (dal portale web al PV) per informare, assistere, emozionare, velocizzare;
3) per ottimizzare i processi di supply chain, migliorare quindi i costi di gestione, riportando il risparmio al cliente e migliorando l’informazione sulla filiera e sul prodotto;
4) per migliorare le performance delle risorse umane e dell’organizzazione, migliorando quindi il coordinamento dell’informazione finale al cliente (la business tv come strumento di e-learning);
5) per trasformare il punto vendita in un sistema integrato di servizi.

Gli atti del convegno saranno disponibili dal 10 ottobre su: www.formazione.ilsole24ore.com/attimarketingretail

lunedì 24 settembre 2007

Scrivere non sarà il mio mestiere, ma la mia terapia lo è

"Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse.)" [Dino Buzzati]

martedì 11 settembre 2007

Perchè il marketing fa fatica a comunicare se stesso

In affari e finanza di ieri, Giampaolo Fabris fa una severa riflessione sulla considerazione del marketing nell'opinione pubblica e nelle aziende, prendendo spunto dalle dichiarazioni dell'onorevole Cesa in merito alla fondazione del nuovo partito di Berlusconi.
Con le affermazioni : " è solo marketing", "è tutta una montatura pubblicitaria"... si associa a questa disciplina un termine totalmente negativo come a definire questa attività come inutilmente fuorviante rispetto alla realtà, e tutta una categoria di professionisti, quali fomentatori di fumo negli occhi.
Ora, spezziamo una lancia a favore di questa considerazione, dicendo che l'immagine costruita del nostro "onorevole" Berlusconi, non ha certo giovato alla categoria... visto che la maggior parte di chi non conosce l'argomento associa il marketing a Berlusconi già da una ventennio...
ma con questo post, vorrei superare le considerazioni politiche, percommentare invece le conclusioni di Fabris. Fabris individua una necessità e propone di rifondare i principi della disciplina che " non può più ..."

Il marketing soffre di tre ordini di problemi:

1) una bassa reputazione sociale, figlia di una sostaniale non conoscenza, e di uno storico consolidato. Eppure, la finanza non è certo trattata e considerata alla stessa maniera, ma, come qualsiasi strumento, se utilizzata male, fa molti più danni del marketing;

2) il mktg è vissuto come un costo ancora da molte aziende: una attività che non produce ricchezza. questo considerazione è immediatamente smentibile: si pensi quanto la reputazione aziendale sia basata sul corretto coordinamento di tutte le attività di marketing , comunicazione e pubbliche relazioni; e quanto la vendita dei prodotti e servizi sia basata su un corretto marketing mix;

3) gli effetti e risultati della comunicazione e delle attività di marketing non sono valutabili e misurabili. Qui sopraggiungono a difendere l'attività molti strumenti. Quelli di analisi e interviste che si possono attuare al fine della misurazione del raggiungimento degli obiettivi del piano marketing (naturalmente vanno prima esplicitati), e a tal proposito segnalo il libro
Valutare i risultati della comunicazione di S. Romenti;


C'è uno strumento più importante però che nell'analisi di Fabris non viene individuato e che invece non può essere sottovalutato: il web!

Non solo il web ha trasformato considerevolmente il marketing, ma la possibilità di misurarne i risultati - tutti verificabili oggettivamente - e sta naturalmente modificando anche la sua reputazione. Come ? attraverso il social network, attraverso l'informazione, la conoscenza proveniente dal basso, dove ognuno di noi è in grado di giudicare l'attività di una azienda e dei suoi prodotti.
Uno strumento tanto potente, in grado di decretare successi da operazioni innovative a basso costo, quanto decretare clamorosi insuccessi di faraonici investimenti aziendali.

Bene, il web sarà la leva più efficace per migliorare e disciplinare spontaneamente la reputazione stessa del marketing.

Quindi, il marketing è già oltre... mktg 2.0



giovedì 6 settembre 2007

Cambiare, crescere e innovare se stessi

Questo post è lasciato a testimonianza di un momento importante della mia vita professionale, e dà senso al manifesto di questo blog.

Negli ultimi anni il destino mi ha posto davanti strade da intraprendere diverse da quanto avrei mai potuto immaginare, e di conseguenza, scelte da prendere. Per mio modo di essere, ho scelto di percorrerle sempre, perchè ritengo che qualsiasi prospettiva si profili e si intraveda, vada percorsa.
L'albero della vita presenta dei rami che una volta saliti più in alto non sono più praticabili, sono persi per sempre.
Al momento giusto, con un po' di pazienza e senza fretta nascono opportunità che vanno colte: si sceglie per poter proseguire, si cresce anche se con sofferenza e fatica, si cambia anche se si prova la paura di ciò che non si conosce, e solo così ci si innova costantemente.
C'è stato un tempo in cui la paura mi paralizzava, bloccava le mie possibilità. Non sceglievo, rimanevo semplicemente ferma, perchè mi sembrava di sentirmi più al sicuro. Ma quella non era sicurezza: era paura.


"Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla"

Oggi concludo una fase della mia vita che professionalmente rimarrà determinante. Questa fase ha generato la mia nuova filosofia di vita. Ha generato la consapevolezza di una volontà che ormai è insita idissolubilmente dentro me. La mia voglia di rapportarmi con le persone, la voglia di: crescere, acquisire conoscenze e competenze, migliorarmi e innovarmi costantemente. Essere nel tempo, per non essere travolta dal mutamento.

Ora che si sta chiudendo questo fondamentale capitolo della mia esistenza, una sola riflessione rimbalsa nella mia mente: ho avuto la fortuna di conoscere persone che hanno fatto crescere ed esplodere le mie potenzialità. Che hanno generato in me la necessità di capire, di migliorarmi. E sento di aver anch'io cambiato qualcosa in loro. Ed è questo che resta nella mente: non ricordi, immagini, momenti, ma ciò che ha generato dentro di noi quei momenti. E' questo ciò che conta, è questo che dà senso a ciò che facciamo ogni giorno.

Ho capito che non si deve cambiare per non morire: si cambia per vivere pienamente.
Con questa consapevolezza ancora una volta guardo avanti, con la speranza di incontrare persone che mi diano qualcosa e a cui io possa dare qualcosa. Per la prima volta vorrei io essere in grado di generare un cambiamento nelle persone che lo vorrano. Io sono cambiata come essere vivente e come professionista. Vedo un orizzonte aperto di fronte a me. Un orizzonte nella mia umanità e nella mia attività professionale. E' bello sentirsi in cammino.

Essere aperti, lasciare spazio alla possibilità, sognare, guardare oltre, può essere rischioso, è vero, ma fermarsi e chiudere gli occhi per la paura lo è molto di più.

Quindi, grazie ai sognatori, a quelli che non si arrendono, a quelli che guardano oltre anche nelle situazioni più difficili.
Grazie a coloro che hanno il sole dentro che fa germogliare il futuro.