domenica 28 febbraio 2010

ancora sulla motivazione


''Follia è fare quello che si è sempre fatto aspettandosi risultati diversi''

Una buona ricetta per organizzare gli eventi

L’organizzazione di un meeting, evento, incontro, tavola rotonda, aziendale, politico, culturale è un progetto di marketing vero e proprio. Nulla o poco a che vedere con i tipi “Festaioli” tanti contatti e pochi fatti.
Il meeting è il prodotto. Ha bisogno di un obbiettivo, un target, uno slogan, un progetto da costruire, un piano da gestire e un risultato da misurare.
L’organizzazione del meeting si compone in 4 passi da seguire in sequenza, come la ricetta di un dolce un po’ complicato con tanti ingredienti:

1) Progettazione:
Definite qual è l’obbiettivo del meeting, qual è il target,quale risultato si vuole raggiungere, quali i contenuti.
2) Attività Pre – evento:
contattate relatori e sponsors, preparate la lista contatti, definite format delle giornate e gli inviti, invitate i contatti, comunicate alla stampa il progetto, organizzate la logistica ; organizzate scenografia, omaggi; preparare la documentazione.
3) Evento:
se avete previsto ogni dettaglio, il giorno dell’evento qualcosa andrà sempre storto, ma lo potrete controllare. Meglio fare delle prove e un briefing la sera precedente con i relatori, in modo da gestire tempi e regole della giornata. Meglio Al via dei lavori, controllare che sia tutto in ordine, registrate gli invitati (meglio anche dargli un segno di riconoscimento). Siate sempre gli ultimi ad uscire dalla sala e i primi ad entrare, assaggiate i menu, ma mangiate per ultimi e finite per primi. Lasciate e raccogliete un questionario di valutazione a tutti gli ospiti.
4) Attività Post Evento:
Il giorno dopo ringraziate gli intervenuti e rimandate ad una prossima occasione. Analizzate i feedback. Sarebbe bene fare una riunione con tutto il personale coinvolto per analizzare ogni fase dell’organizzazione per migliorare il proprio lavoro per il prossimo evento.

Abbiamo quindi utilizzato tutti gli strumenti del marketing per organizzare un prodotto-evento. Tutti gli ingredienti per fare un ottimo dolce. Il grado di gradimento del dolce sarà sempre opinabile, i gusti son gusti… ma l’importante è che non sia venuto SALATO!

domenica 5 aprile 2009

Al Festival del Giornalismo

Che bella Perugia quando è ricca di fermento! Di humus culturale! Come vorrei che fosse più spesso così! Non solo quando c'è Umbria Jazz! E' un appello...
Ho vissuto due giorni del Festival del Giornalismo, ho seguito i due convegni di sabato: il primo sul rapporto con le aziende e il giornalismo, il successivo con i redattori e il direttore di Nòva Luca De Biase. Ho notato la notevole differenza di linguaggi e atteggiamenti. Dal primo, il cui si dibatteva del giornalismo dei media classici, ne è uscita una sorta di pessimismo e un senso d'impossibilità di cambiamento: degli autori e dei loro contenuti, ingessati dagli editori e dalle piattaforme, una crisi stagnante impossibile da mutare. Ho notato poi, al contrario, nel secondo convegno, l'estrema libertà di essere, dire, fare e pensare al futuro del gionalismo sul web: degli autori, degli editori, delle piattaforme in continuo mutamento. La riflessione è il senso di questo blog: benvengano i cambiamenti. anche se significheranno la fine del giornale di carta.
La critica più feroce al web è che dà la possibilità agli stupidi di dire e scrivere qualsiasi cosa: ma non sono obbligato a leggerlo, nè a pagarlo! Pagare invece per Il Corriere dell'Umbria che oggi titolava in prima pagina "Esorcismo per figlio Gay - la mamma dice: Pene dell'inferno per mio figlio", non solo fa vergognare i giornalisti, ma indigna anche il lettore!
Sembrava una battuta di Vittorio Zucconi; cosa ne avrebbe detto nel suo un intervento di ieri sera? col suo fantastico sarcasmo sugli italiani, sui giornalisti, sul senso comune... La riflessione che voglio condividere è quella proveniente dalla sua grande conclusione: sull'essere un buon giornalista, (valido per qualsiasi altro mestiere). Si può essere bravi giornalisti, non quando ci si è compiaciuti di quanto si è fatto, ma quando si crede che ciò che è stato fatto si poteva far meglio. E' lo spirito del rinnovamento continuo... della curiosità, della crescita continua...
Un grazie agli organizzatori che hanno permesso questo grande evento e quest'incontri!

sabato 14 febbraio 2009

Ancora sulla motivazione

Lettera di R. Kipling al figlio

Se riesci a mantenere la calma quando tutti gli altri intorno a te la stanno perdendo e danno la colpa a te; Se sai di aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare,
o essendo calunniato non rispondere alle calunnie, o essendo odiato non dare spazio all’odio, senza tuttavia sembrare troppo buono, e parlare troppo da saggio;
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se sai pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori proprio allo stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui; o guardare le cose, per le quali hai dato la vita, distrutte, e umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
Se sai fare un’unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce,
e perdere, e ricominciare di nuovo dall’inizio senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e così a resistere quando in te non c’è più nulla tranne la volontà che dice loro: “Resistete!”
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;
Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi;
Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa,tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa, e quel che più conta – tu sarai un Uomo, figlio mio!

domenica 8 febbraio 2009

Automotivazione verso il cambiamento

E' un periodo che sto approfondendo la Programmazione Neuro Linguistica (PNL), leggendo libri specifici o non, ma tutti riportano a un'unica grande verità: credere in se stessi è la migliore medicina per i tutti i mali, reagire è la miglior cura per le delusioni; insistere è il miglior modo per ottenere risultati. Ogni trauma, ogni cambiamento, troverà senso prima o poi nel disegno del destino...

"Il destino non è una questione di fortuna. È una questione di scelta. Non è qualcosa da aspettare, è qualcosa da compiere” William Jennings Bryan

"Se pensi di potercela, fare puoi farlo. Se pensi di non potercela fare, hai ragione" anonimo

"Ciò che puoi fare o sognare comincialo. L'audacia contiene in sè genialità, forza e magia" Goethe

"Essere sconfitti è spesso una condizione temporanea, è la rinuncia è renderla permanente" Marilyn Vos Savant

"Programmare un azione comporta costi e rischi, ma di gran lunga minori di quelli correlati a una rassicurante inazione" J.F.Kennedy

E ora da un libro che apparentemente con la PNL non centra nulla: "La Lentezza" di Milan Kundera

"Ogni nuova possibilità che si offre all'esistenza anche la meno probabile, trasforma l'esistenza intera"

"C'è un legame segreto tra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, ma gli sfugge. Allora, istintivamente rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sè nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensiatà dell'oblio"